Palermo prima città del Sud Italia a raccogliere l’imposta di soggiorno tramite Airbnb

Palermo è la prima città del Sud Italia ad accordarsi con Airbnb per rendere automatica la riscossione dell’imposta di soggiorno per i viaggiatori che alloggiano nel capoluogo siciliano prenotando attraverso la piattaforma. L’accordo, che arriva dopo quelli con i Comuni di Genova, Bologna e Firenze, rappresenta una svolta nella  semplificazione del pagamento e della riscossione dell’imposta di soggiorno, contribuendo al contempo ad azzerare completamente il rischio dell’evasione dell’imposta. In base alle stime del Comune è previsto che l’ulteriore gettito annuale derivante dall’accordo sia di 700 mila euro.

Dal 1 aprile 2018, dunque, sarà Airbnb a riscuotere già al momento della prenotazione l’imposta di soggiorno, dovuta dagli host, e a versarla al Comune di Palermo. In pratica, l’accordo prevede che i prezzi degli alloggi reperibili su Airbnb siano già comprensivi dell’imposta di soggiorno, (1,5 euro a persona per un massimo di 4 notti) e che questa venga versata direttamente alle casse comunali, con cadenza trimestrale.

Sono 4.900 gli annunci di Airbnb a Palermo. Negli ultimi mesi i 3000 host palermitani hanno ospitato 107.000 ospiti, con una crescita del 34% e una durata media del soggiorno di 3,6 notti. Sempre nell’ultimo anno, l’host tipico palermitano ha condiviso la propria casa per 35 notti, con un ricavo di circa 2.000 euro.

Palermo, Capitale Italiana della Cultura 2018, ospiterà quest’anno grandi eventi, come Manifesta. Proprio qui, di recente, la community di Airbnb ha deciso di fondare un Home Sharing Club per creare un dialogo diretto il Comune e promuovere la cultura dell’ospitalità. Pochi mesi fa gli host di Palermo hanno avuto l’occasione di incontrare Joe Gebbia, uno dei fondatori della piattaforma, durante il lancio del piano borghi italiani promosso da Airbnb in collaborazione con Anci e Mibact.

Vuoi conoscere meglio gli host di Palermo?

Ti presentiamo le testimonianze di due di loro, Sonia e Gabriele.

“A giugno dello scorso anno ho ricevuto la mia prima prenotazione. Oggi, ne ho accumulate 19. Sono ancora poche, lo so. Sto imparando, anche grazie alle amicizie con altri host. Ho iniziato la mia esperienza su Airbnb due anni fa, quando ho deciso di voltare pagina, col sostegno delle mie figlie e del mio compagno. Uscivo da una brutta esperienza di mobbing sul lavoro. Avevo a disposizione un appartamento in affitto nel centro di Palermo. L’ho arredato utilizzando alcuni vecchi mobili che avevo restaurato; mi sono informata sulle normative, sulle pratiche, sulle tasse e su tutto quello che era necessario per avviare una locazione a fini turistici. E sono partita. Quella con i miei ospiti è una esperienza che non mi stanco mai di raccontare. Ogni volta che vanno via ho nuovi amici. No, non si può parlare di lavoro. È molto, molto meglio di un lavoro”.

Sonia, host Airbnb a Palermo


Sonia e il suo cane Nina

Io di Palermo sono innamorato perso. Ho studiato e lavorato fuori per quasi dieci anni. Finita l’Università e accumulata l’esperienza lavorativa necessaria, le farfalle allo stomaco mi stavano mangiando. Dovevo tornarci. Che senso ha lasciare la propria città senza aver provato a lavorare lì? Ora sono 10 anni che sono qui. La amo con tutti i suoi problemi, d’altronde li hanno tutti, chi più chi meno. Ma Palermo conserva ancora quella spontaneità e veracità che ti fa stare bene. Sì il sole, sì il mare, ma Palermo non è solo quello. Sono le sue piccole cose quotidiane imperfette che ti coccolano l’anima. La perfezione è nemica dell’anima. Il valore aggiunto per i miei ospiti spero sia questo. Io cerco di trasmettere l’amore per questa bellissima Signora, avanti con l’età, che ha bisogno di essere apprezzata e valorizzata. E chi può farlo meglio dei viaggiatori che possono portare nel resto del mondo la loro esperienza di Palermo?”

Gabriele, host Airbnb a Palermo

Gabriele e la moglie Laura

 

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