Emanuela, Roma

A Open, dove l’abbiamo incontrata per fare questo scatto, Emanuela ha portato la sua esperienza in prima linea con l’Home Sharing Club di Roma, conducendo un workshop dedicato a chi volesse lavorare per valorizzare la propria comunità locale. Di origini casertane, laureata in Legge, ha un sorriso contagioso e le idee molto, molto chiare. L’home sharing, da qualche anno, le ha fatto incontrare una nuova sé: quella che sa come rendere una casa accogliente, che studia i quartieri di Roma per dare i consigli migliori ai nuovi arrivati, che rende l’hosting un vero affare di famiglia, con parenti e amici sempre pronti ad aiutare quando qualche ospite ha bisogno di una dritta. Si direbbe che l’ospitalità di Emanuela scorra nel suo dna. Ai suoi guest fa trovare le mappe per muoversi facilmente con i mezzi pubblici e le indicazioni per assaggiare la migliore carbonara della zona. Crede che i suoi colleghi host abbiano fra le mani una bella responsabilità: quella di onorare la cultura italiana dell’ospitalità e le innumerevoli tradizioni locali. Per questo è una sostenitrice del fare rete fra chi condivide questa passione, perché si tratta anche di una missione civica. E le attività dell’Home Sharing Club romano di questi mesi confermano che il suo spirito è anche quello di altri home sharer.

“Sai che il check in con i miei ospiti dura, di solito, un’ora e mezza? Per me è il momento più importante. È quello in cui li faccio sentire che sono arrivati nella città più bella del mondo. Voglio che lascino l’Italia già pensando di tornarci. Ci metto tutto il mio entusiasmo. I guest diventano ambasciatori del nostro Paese nel mondo e siamo noi il tramite perché la loro esperienza sia indimenticabile. Lavoro per creare un senso di appartenenza, fin dal contatto online. Ma poi ti devi vedere, devi stare insieme. Dire a loro: ti porto nella mia vita. Come host abbiamo un grande potere, che va utilizzato per migliorare Roma e per mettere in luce tutte le sue bellezze. Anche quelle meno gettonate. Noi host, in primis, dobbiamo conoscerle. Penso ai Musei Capitolini o alla street art di Tor Marancia. La community è il futuro dell’home sharing”.

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