Megumi, Misashima

Una delle cose più belle di Open, il festival dell’ospitalità di Airbnb, è l’opportunità che dà ogni anno di incontrare host di tutto il mondo. A Los Angeles, alla terza edizione del festival, durante una colazione italo-giapponese, abbiamo conosciuto Megumi. La sua è una storia speciale. Megumi vive con la figlia di cinque anni, Akari, in un piccolo villaggio che si trova a circa due ore di distanza da Tokyo, Misashima, e che conta, letteralmente, meno di dieci case. Tre anni fa ha deciso di lasciarsi la grande città alle spalle e di restaurare, con l’aiuto di un amico, una vecchia cascina, un luogo che una volta veniva usato per lavorare la seta. La sua nuova casa è diventata ben presto un luogo da condividere su Airbnb e, da allora, ha dato il benvenuto a tantissimi viaggiatori, zaino in spalla, alla ricerca di modi alternativi per scoprire il fascino unico del Giappone. All’inizio i suoi vicini guardavano al progetto dubbiosi, ma quando hanno cominciato a comprendere meglio lo spirito che animava Megumi e i suoi ospiti si sono aperti all’idea dell’home sharing. Hanno anche contribuito ai lavori per migliorare e far crescere gli spazi della casa, in uno scambio collettivo e reciproco. Megumi sognava da tempo una famiglia allargata per lei e Akari: oggi hanno una famiglia globale che viene a fare loro visita ogni settimana.

“Oggi la maggior parte delle famiglie del mio Paese sono formate da una o due persone. Io volevo provare per me e per mia figlia a tornare qualche passo indietro, ai tempi in cui attorno a te, quando ne avevi bisogno, c’era una intera comunità, come una grande unica famiglia. Gli ospiti oggi sono come una famiglia per noi; con loro condividiamo idee, esperienze, insegnamenti e storie. Mi stanno aiutando a far crescere Akari con una mente aperta, curiosa e coraggiosa”.

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