Oltre le città: come Airbnb sta sostenendo il turismo nelle zone rurali, in Italia e nel mondo

Mamma di due fantastiche bambine, grande amante della natura, Faye ha scelto, dopo diversi anni all’estero, di cominciare con il marito una nuova vita nella campagna della Toscana. Su Airbnb condivide la sua fattoria, situata sulle colline di Montefiesole, a 18 chilometri da Firenze, con viaggiatori da tutto il mondo.

È cominciato tutto nel 1999, con il restauro di una antica struttura, che ha permesso al terreno di rinnovarsi. Da allora, la Fattoria Lavacchio ha messo in atto le migliori tradizioni agricole per la produzione di vino e olio, combinando metodi di un tempo con tecniche più avanzate. Nel parco della casa padronale si incontra un centenario cedro del Libano, simbolo della casa. La fattoria è circondata da un’incantevole serie di colline, fra i paesini di Sieci e Pontassieve; è stata la prima dell’area ad entrare nel programma per la produzione biologica, una scelta nata dalla filosofia a Km0 che Faye ha sempre seguito: armonizzare le attività della fattoria con l’equilibrio della natura.

Faye è uno delle migliaia di host Airbnb che stanno, in tutto il mondo, aprendo la propria casa in campagna ai viaggiatori e che stanno beneficiando dei vantaggi di un turismo più diffuso, che esce dai centri storici e si espande non solo nelle periferie, ma anche nei territori rurali, nei villaggi e nei borghi.

Abbiamo prodotto uno studio internazionale sull’impatto economico e non dell’home sharing fuori dai grandi centri urbani. Ad Airbnb siamo convinti che l’home sharing possa aiutare molte persone a beneficiare della crescita del turismo a livello mondiale anche al di fuori delle città, espandendo la possibilità di guadagno anche oltre la tradizionale industria alberghiera.

L’home sharing crea nuove opportunità economiche laddove le persone già vivono, aiuta a sostenere i redditi familiari in una fase storica di scarsa crescita e permette di diversificare i guadagni; aiuta, inoltre, le comunità rurali ad accogliere un numero maggiore di viaggiatori rispetto al passato, per esempio durante i grandi eventi, che possono portare nuovi iniezioni di benessere economico senza che vi sia, però, necessità di costruire nuove infrastrutture, ma ottimizzando l’uso dell’esistente. È stato calcolato, negli 11 Paesi presi in considerazione dallo studio, che il ricavo economico complessivo per gli host Airbnb fuori dalle città sia stato, a livello mondiale, di circa 1,6 miliardi di dollari nel 2016. Gli ospiti giunti in zone rurali con Airbnb sono stati ben 8,5 milioni.

1,6 miliardi di dollari ricavo economico complessivo per gli host fuori dalle città nel 2016

8,5 milioni ospiti accolti in zone rurali nel 2016

L’Italia, che ha più siti Unesco di qualsiasi altro Paese al mondo e conta migliaia di piccoli villaggi sparsi nelle sue campagne, da nord a sud, può esprimere con l’home sharing un immenso potenziale e rendere il turismo più democratico, coinvolgendo nuove persone e comunità nel settore dell’accoglienza turistica e, al tempo stesso, liberando le città più conosciute dalla pressione dei crescenti flussi turistici.

La stima del guadagno per gli host Airbnb italiani delle zone rurali è nell’ultimo anno pari a 72,3 milioni di euro complessivi. Ma l’Italia ha ulteriori margini di crescita. In particolare agriturismi, cascine e altre proprietà che producono cibo o vino rappresentano un asset importante per il Paese, ora che l’interesse per il mondo agricolo sta crescendo.

72,3 milioni di euro stima del guadagno per gli host Airbnb italiani delle zone rurali nell’ultimo anno

74% crescita anno-per-anno degli arrivi di guest nelle zone rurali d’Italia

Il settore agro-alimentare è strategico per l’economia dell’Italia – vale l’8% del PIL – e per la sua immagine nel mondo. L’Italia è il primo Paese, in Europa, per numero di prodotti DOP, IGP e STG ed è leader mondiale nella produzione vinicola. Attraverso la campagna “Made in Italy” Airbnb sosterrà il settore agro-alimentare e il suo nome nel mondo. La campagna, che partirà nei prossimi mesi, promuoverà i prodotti italiani autentici, a discapito delle imitazioni. Gli ospiti Airbnb potranno parlare direttamente con i produttori locali. L’obiettivo è quello di fornire a chi visita il nostro Paese strumenti utili per diventare consumatori più consapevoli di prodotti italiani autentici, preservando così la tradizione e sostenendo dunque il settore e il futuro del Paese.

La campagna “Small Villages” di Airbnb in Italia vuole promuovere un turismo sostenibile nei piccoli borghi, fuori dai grandi centri, per generare opportunità anche nelle zone meno urbanizzate. Ai guest si dà la possibilità di stare dove, per mancanza di strutture alberghiere, storicamente non avrebbero potuto, ai piccoli borghi l’occasione di avere nuove fonti a sostegno dell’economia locale. A inizio 2017, come abbiamo raccontato, abbiamo lavorato con il Sindaco di Civita di Bagnoregio, una perla fra i villaggi italiani, per trasformare uno storico edificio del paese, da tempo in disuso, in un listing Airbnb aperto ad artisti in residenza e a viaggiatori appassionati d’arte, il cui ricavato aiuterà il paese per altri progetti culturali. Puoi saperne di più qui.

Il Ministro della Cultura ha dichiarato il 2017 “Anno dei Borghi” e Airbnb continuerà il suo impegno a sostegno del rilancio dei borghi italiani avviando nuovi progetti oltre a Civita, e lanciando una campagna di marketing per sostenere il circuito del turismo non urbano.

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